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domenica 6 dicembre 2009

Sganciare il bulbo










       



      Sollecitato da Nicola, armatore di TAF, illustro brevemente, con l'aiuto di alcune fotografie, come è fissato il bulbo in ghisa del nostro Segugio.

      Nel 2005 ho avuto la disavventura di toccare uno scoglio davanti al porto di Ottiolu sulla costa orientale della Sardegna. I danni non sono stati rilevanti ma il bulbo si è "mosso" creando una via d'acqua in sentina. In quella circostanza ho portato la barca ad Arbatax e l'ho affidata alle cure dell'ottimo cantiere Mulas. Naturalmente ho chiesto e ottenuto che il lavoro di ripristino venisse fatto a regola d'arte e con la massima cura.

      Alata la barca, si è proceduto a sganciare il bulbo, ripristinare e rinforzare la sua sede e, dopo aver verificato che i perni (prigionieri) erano integri e ben saldi, il bulbo è stato agganciato e fissato nuovamente allo scafo e sigillato con mastici particolari

       Non so dire se esistano dei valori dinamometrici da rispettare per il serraggio dei bulloni ai prigionieri. 

      Il bulbo in ghisa, che pesa 850 Kg, è fissato allo scafo per mezzo di 8 perni filettati, imbullonati e affogati nella vetroresina. Per poter accedere ai bulloni si è dovuto lavorare di fresa. La sequenza fotografica mostra la localizzazione dei perni e il risultato finale del ripristino. Da notare che il cantiere Mulas ha rinforzato ulteriormente la struttura del fondo della barca con dei semimadieri in legno affogati anch'essi nella vetroresina.

      Riconsegnandomi la barca e leggendo forse nel mio sguardo una certa apprensione, il Sig. Mulas mi disse: "Stia tranquillo, è più solida di prima!".      

      In definitiva, tenendo fede al vecchio adagio "non tutti i mali vengono per nuocere", quella è stata una buona occasione per fare una verifica dell'integrità dei prigionieri del bulbo e qualche altro lavoretto di manutenzione.

      Spero che queste note siano state utili; se avete altre informazioni su questo argomento sarò ben felice di integrare il post.

      Sergio

7 commenti:

  1. e comunque il bulbo non ha bisogno di particolare manutenzione, bisogna metterci mano solo se si muove dopo aver preso uno scoglio, altrimenti e' fissato per sempre. Vero?

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  2. Parliamo di antivegetativa. In primavera ho pensato di farla insieme ai 2 miei amici armatori :sono sufficienti 2,5 kg di Veneziani Raffaello costo su internet 150 euro?
    Come procedere: prima carteggiare leggermente con che n. di carta, quanto tempo mi occorrera'?
    Oppure se affidarla a terzi qual'e' il prezzo?

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  3. 1) riporto dal libro di Zerbinati pag.395:
    E' buona prassi staccare la deriva dopo vent'anni, o in seguito a urti, e sostituire i perni o controllarli con liquidi penetranti. Inoltre va considerato il problema della rottura per fatica, e quindi è bene eseguire questa indagine: solo così si eviteranno brutte sorprese.
    2) non sei indiscreto ma siccome ho fatto fare anche altri lavori, non so dirti il solo costo del lavoro al bulbo.
    3) io l'ho fatto una volta da solo.....mai più!
    Lo scorso anno ho speso 900 eurini benedetti (+ IVA)compreso alaggio, idropulitrice, varo.

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  4. Ciao di nuovo, di che calibro sono i perni? 14 o 16 ? Hai trovato contropiastre o rondelle quadrate all' atto dello smontaggio? Che tipo di acciaio sono i perni, dadi e rondelle ? inox 304 oppure 316 L ?
    Come hanno colorato la nuova resinatura ? Perchè hai ri-resinato i dadi dei prigionieri? Se sono inox devono "respirare" per problema di ossidazione interstiziale, oppure per una semplice questione di bloccaggio dadi (visto che non sono autobloccanti)?
    Grazie e scusa per la mitragliata di domande.

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  5. Nicola, mi dispiace ma non so risponderti. Dopo l'urto ho lasciato la barca al cantiere dando loro mandato di ripristinare al meglio. Vivendo a Cagliari mi veniva difficile andare spesso ad Arbatax così sentivo Mulas al telefono e lui mi mandava le foto via mail. Credo che abbiano fatto un buon lavoro. Comunque so che anche le rondelle originali erano quadrate.

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